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Don Agnello Saviano

Postato in Concittadini Illustri

Don Agnello Saviano fu Parroco di Carbonara di Nola dal 1938 al 1970. Figura carismatica, autorevole, ma nel contempo uomo semplice e schietto, fulgida testimonianza di fede incrollabile, che ha lasciato tracce nel cuore di tutti coloro i quali lo hanno conosciuto. Trascorse oltre trent'anni della sua vita nel nostro piccolo paese, lasciando un esempio di bontà, di nobiltà d'animo, di entusiasmo, di onestà, consegnando ai posteri la sua opera, sogno di una vita: il Santuario dedicato al culto dei SS Medici Cosma e Damiano. Una costruzione bianca e imponente lasciataci non a far bella mostra di sé, ma una “casa” dove poter incontrare il Signore e diffondere il culto e la devozione dei SS Medici.
Nel centenario della nascita, ho cercato nel “Diario”, sommessamente, di ricordare la sua luminosa figura, con la speranza di poter trasmettere anche a coloro i quali non lo hanno conosciuto, l'insegnamento spirituale, cristiano ed umano di un curato di campagna, uomo tra gli uomini, persona di grande spessore morale e culturale; un uomo che avrei tanto voluto conoscere.
Nacque a Palma Campania il 5 agosto del 1907 da Antonio e Pizza Faustina. Ultimo di cinque figli lasciò i suoi familiari appena tredicenne per entrare, il 4 ottobre 1920, nel Seminario di Nola, dove compì gli studi ginnasiali. A diciotto anni si trasferì al Pontificio Seminario Regionale di Posillipo, per dedicarsi agli studi liceali e al quadriennio di filosofia e teologia.
Fu ordinato Sacerdote, insieme ad altri otto seminaristi, il 26 maggio 1932 nella Basilica Cattedrale di Nola. Suoi compagni di studi e di vocazione furono Don Pellegrino Montella, Don Pasquale Guerriero, Don Gerardo Santella, Don Salvatore Iezza, Don Francesco Ambrosio e Don Antonio Rossi, oltre a Mons. Sperandeo e Mons. Macario che in seguito divennero Vescovi. Don Agnello Saviano, Don Gerardo Santella e Mons. Sperandeo, venivano chiamati affettuosamente “Le tre S”, in quanto, i più bravi e più studiosi del seminario.
Nel settembre di quello stesso anno, il 1932, Don Agnello fu inviato come coadiutore presso l'Abate di San Pietro di Scafati.