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Luigi Annunziata

Postato in Concittadini Illustri

Luigi Annunziata nacque a Carbonara di Nola il 10 gennaio 1923. Da ragazzo mostrò una precocissima vocazione al disegno e alla pittura che iniziò a coltivare con passione, seppure tra disagi economici e sacrifici personali. Si diplomò all'Istituto d'Arte di Napoli, ove, in seguito, ricoprì la cattedra di disegno dal vero, fino all'età della pensione. Ancora studente si impose all'attenzione della critica ufficiale e dei maestri. Prese parte al movimento "Chiaroscuro" con interessanti opere pittoriche e composizioni poetiche apparse sulla Rivista Artistica Letteraria, in cui pubblicava anche Vasco Pratolini. Partecipò alle più importanti rassegne nazionali di pittura, allestendo numerose esposizioni personali e partecipando a numerosi movimenti artistici. Lavorò per Enti e Istituti e i suoi quadri figurano in collezioni pubbliche e private, in Italia e all'estero. Morì a Napoli il 3 febbraio 1990, dopo lunga malattia.
Francesco Siano, che ha vissuto da vicino il suo "curriculum artistico" ne ricorda "il tormento continuo, mai pago del risultato, sempre teso alla ricerca di nuove espressioni, fino ad approdare ad un realismo quasi grottesco, che porta in sé la beffa della vita modesta, onesta, talvolta anacronistica, se rapportata alla contemporaneità.
Nelle sue opere emerge la modestia di una umanità rassegnata, ma non domata dalla tirannia della miseria. Egli aveva dentro visioni di dolore, vedeva corpi incurvati sotto l'oneroso carico di cesti, di sacchi, di "cupielli". Sentiva il travaglio della sua gente che ancora saliva e scendeva dalla montagna o che tornava dal campo, la sera.
Intuiva che in essi era una grande volontà di rinascere e una decisione di rivincita. Rievocava, attraverso le sue tele, le tacite serate e la gente del suo villaggio che sedeva sugli scalini della chiesetta, o su tronchi accatastati e parlava. Queste immagini rappresentarono la luce della sua ispirazione: figure tozze in panni cadenti, stracciati, con fazzoletti fiorati in testa, sedute.
La tavolozza di Annunziata è ricca di colori, carica di temperamento, aliena da strutture prefabbricate. Tra il 1972/73 creò opere ampie dove poté far spaziare il suo ingegno: "La moltiplicazione dei pani e dei pesci" per la chiesa del Rosario in Palma, la "Tetralogia dei Santi Medici Cosma e Damiano" nella chiesa di Carbonara, opere che segnano il trapasso da uno stadio di soggezione ad uno di elevazione dell'esistenza umana.
Della campagna nolana, dove era vissuto da ragazzo, Luigi Annunziata si porta dietro (e dentro) il ricordo, ormai più simile ad una nostalgia, dei contadini avvolti, come in tanti caffettani, negli ampi mantelli che si usavano una volta, col fazzoletto in testa calato sin sugli occhi, cosi abituati a curvarsi, nella loro fatica quotidiana, verso la terra e gli attrezzi di lavoro, da restare chini persino nei momenti di riposo. Questi personaggi ancestrali Annunziata cercò sempre d'indagare, connotando inconfondibilmente, proprio attraverso tali personaggi, le sue opere.
 
(fonte: Pietro Damiano)